"Il Sud oltre la crisi"... Il nuovo numero di Mezzogiorno Europa in un'edizione completamente rinnovata
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La rivista
Tra politica e tecnica
NUOVE IDEE PER IL SUD
di
Sergio Locoratolo
Mezzogiorno Europa si propone, per questa prima uscita del 2012, completamente rinnovata.
Per veste grafica e, soprattutto, per struttura e contenuti. La rivista, difatti, è ora divisa in sezioni,
dedicate ai principali argomenti d’interesse collettivo. Dalla politica all’economia, dalla cultura al territorio, dall’urbanistica alle professioni, dalla legalità all’Università, all’Europa con i suoi appuntamenti e le sue occasioni. Un lavoro frutto di un articolato e complesso disegno collettivo, che nasce in un momento di grave crisi dell’editoria e che è stato reso possibile dalla preziosa e irrinunciabile collaborazione e sinergia con la Fondazione “Mezzogiorno Europa” ma, e soprattutto, dallo straordinario lavoro della redazione che, con competenza e spirito di dedizione, in questi mesi ha condiviso e sostenuto il progetto.
Questo numero viene alla luce di fronte alla più grave crisi economica che il mondo occidentale si trova ad affrontare dal secondo dopoguerra, con un’Europa ancora troppo divisa politicamente  tutta concentrata a difendere la propria moneta. In questo drammatico contesto, tuttavia, l’Italia sembra avere recuperato forza, prestigio e credibilità. E ciò grazie all’autorevolezza del presidente Napolitano e alla competenza e alla serietà di Mario Monti. È indubbio, però, che tale scenario sia connotato dai caratteri della transitorietà...
  

Crisi del sistema
DEMOCRAZIA E PARTITI: IL MATRIMONIO E' FINITO
di
Antonio Polito
La domanda è: abbiamo ancora bisogno della politica? O è diventata inutile? Attenzione, ho detto inutile. Perché lo so che è screditata, che è antipatica, che è costosa, che è corrotta, che è autoreferenziale, che è un circolo di soliti noti, che la gente non ne può più e che solo l’8 per cento ha ancora fiducia nei partiti. Ma la domanda è, ripeto: è ancora utile? Ci serve ancora? Questo interrogativo frulla nella testa degli italiani. Inutile girarci intorno. Siccome un gruppo di professori universitari e di alti burocrati dello Stato ci sta governando quanto meno allo stesso livello di competenza e di efficienza dei governi politici (per usare un eufemismo), ma senza ammorbarci con il contorno di scandali, accuse, liti, polemiche, insulti e piazzate che in genere accompagnano i governi politici come la banda fa con le processioni, la domanda sorge spontanea. In più, questi tecnici hanno pure fatto un paio di cose di cui si parlava praticamente ai tempi dell’ingresso dell’Italia nell’euro senza riuscirci mai (abolizione delle pensioni di anzianità, un piano di liberalizzazioni); e tutti dicono, a partire dal primo ministro Monti, che le ha potute fare proprio perché non è un governo politico, ma tecnico, e quindi ha il vantaggio che non corre il rischio di perdere le elezioni per averle fatte. È ovvio allora che gli italiani si domandino: ma allora, se ne se può fare a meno, a che cavolo ci servono ancora la politica e i partiti?...
 
 
All'interno gli articoli scaricabili di
Sergio LOCORATOLO Antonio POLITO Franco DI MARE Alessandro CAMPI Loredana VAGNONI Arianna ZICCARDI