Euronote di Andrea Pierucci
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Mezzogiorno Europa, X, 6, novembre/dicembre 2009
Il fatto di essere assai poco entusiasti delle nomine ai vertici dell’Unione europea non dovrebbe nascondere un elemento positivo: finalmente il Trattato di Lisbona è entrato in vigore e le istituzioni e gli Stati membri sembrano prenderlo sul serio ed anche avere una certa fretta ad assumere le decisioni necessarie al suo primo funzionamento. Salvo altre crisi (il Parlamento europeo lascerà passare senza difficoltà la nuova non fortissima Commissione?) siamo sulla via della normalizzazione istituzionale... leggi tutto
 

 
Mezzogiorno Europa, X, 2, marzo/aprile 2009
Il 7 maggio si è conclusa la 6a legi slatura del Parlamento europeo. La dichiarazione di chiusura del Presidente Pöttering chiude i primi trent’anni di vita dell’istituzione parlamentare democraticamente eletta da tutti i cittadini europei. In questi trent’anni il mondo e l’Europa in particolare hanno probabilmente avuto, dal punto di vista scientifico, tecnologico, culturale e politico, i cambiamenti più radicali in un tempo così corto. leggi tutto...»
 

 
Mezzogiorno Europa, X, 1, gennaio/febbraio 2009
Il vento della crisi economica (e ben presto sociale) imperversa anche sulle istituzioni europee con importanti conseguenze sul dibattito politico e sul funzionamento stesso delle istituzioni.
Il dibattito politico è mirato fortemente alla crisi e quasi tutto vi si riconduce.
È così in discussione la politica della Commissione, tempestiva come si è visto in dicembre, ma
relativamente debole, perché priva di mezzi finanziari nuovi.
leggi tutto...»
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 6, novembre/dicembre 2008
Se si riflette agli avvenimenti degli ultimi mesi, si potrebbe dire che in Europa di tutto e di più. Non è facile riferire di una presidenza francese, nonostante tutto, eccellente, della risposta comune (quasi) alla crisi, dell’adozione in meno di un anno di un pacchetto clima ed energia di grandi dimensioni, della coraggiosa sfida del Parlamento agli Stati sulla questione dell’orario
di lavoro, del rilancio del Trattato di Lisbona, con una proposta concreta di soluzione del problema irlandese.
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 5, settembre-ottobre 2008
Altro che nuova Bretton Woods! I governi europei vogliono riformare l'intero capitalismo mondiale, costringendo in corner gli Stati Uniti e l’ideologia ultraliberista che era sottesa alla politica dell’attuale presidente. Da un punto di vista concreto mi pare che ci sia parecchio da fare dopo che per tanti anni chiunque vi si opponeva era alla meglio un vetero‑comunista, inclusi economisti liberali che, certamente, non apprezzavano le teorie di Marx.  
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 4, luglio-agosto 2008
Il periodo estivo non è, di per sé, particolarmente creativo dal punto di vista istituzionale. L’estate non ha certo portato la soluzione del “problema irlandese” circa la ratifica del Trattato di Lisbona, anche se financo un ministro irlandese ha riconosciuto l’opportunità di un secondo referendum correttivo! D’altra parte, le istituzioni sono entrate un po’, per quel che concerne “l’ordinaria amministrazione” della politica in “pausa estiva”, anche se sono state capaci di reagire a situazioni di emergenza leggi.  
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 3, maggio-giugno 2008
L'Irlanda deve tenere un referendum il 12 giugno sulla ratifica del Trattato di Lisbona, la nuova Bibbia dell'Unione europea. C'è una notevole incertezza sul risultato, ma anche una crescente fiducia nel voto positivo di questo paese. I temi del dibattito sono i più vari.
Merita segnalare la particolare attenzione alle tasse, in particolare sulle imposte sulle società che, secondo gli oppositori, rischierebbe di essere aumentata con le nuove procedure del trattato di Lisbona (che per inciso, non cambiano). 
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 2, marzo-aprile 2008
Se l’Unione europea non interferisce sulle elezioni negli Stati membri, è pur vero che le sue azioni hanno, ovviamente, effetti diretti sulla vita di ciascuno Stato membro e, se se ne vuole trarre beneficio, sui programmi elettorali dei partiti che si presentano. Non saranno certo le “euronote” che si soffermeranno su questi programmi, anche se corre l’obbligo di segnalare la debolezza del tema europeo nel dibattito elettorale.
 

 
Mezzogiorno Europa, IX, 1, gennaio-febbraio 2008
E' difficile affrontare il problema dell'attualità istituzionale europea, allorché l'attualità italiana è così complessa, in vista di una tornata elettorale che, almeno dal punto di vista "tecnico", ci riserverà certamente grosse sorprese e che, dal punto di vista politico e umano, ci crea non pochi patemi d'animo. Tuttavia, il mondo non si ferma per una crisi politica. Si guardi all'esempio del Belgio che, dopo aver sfiorato la scissione, ha deciso di tenersi (più o meno) il governo precedente alle elezioni politiche dell'estate scorsa, poiché la nuova maggioranza (in realtà molto ipoteticamente costituita da popolari e liberali fiamminghi e valloni) non riusciva a formare un governo.


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