Sala Cenzato Unione Industriali Napoli
Piazza dei Martiri, 58
Il Mediterraneo sollecita in modo ricorrente riflessioni di fondo, storiche, politiche e culturali. E la pubblicazione di questo lavoro è davvero tempestiva e preziosa perché giunge in un momento in cui finalmente si è aperta, nelle settimane scorse, dopo le difficoltà emerse nella fase di lancio della nuova istituzione, la possibilità di dare una dimensione effettiva e concreta al progetto dell'Unione per il Mediterraneo. Il significato strategico che si è voluto attribuire a questa iniziativa, tuttavia, non ci consente di eludere la necessità di un bilancio critico del partenariato euro-mediterraneo... Leggi tutto
La prima parte, L’ “Unione per il Mediterraneo”: gli aspetti politico-diplomatici, si propone di analizzare le origini, la formazione e gli sviluppi dell’ “Unione per il Mediterraneo” (UpM) la nuova organizzazione fondata ufficialmente in occasione del Vertice di Parigi del 13 e 14 luglio 2008, all’inizio del semestre di Presidenza francese dell’Unione Europea, e destinata ad imprimere un nuovo impulso alle relazioni euro-mediterranee a tredici anni dalla nascita del “Partenariato Euro-Mediterraneo” (PEM). In particolare, il lavoro si propone di valutare le implicazioni politico-diplomatiche del primo progetto francese di “Unione Mediterranea” (UM), il suo ruolo nel processo di ripensamento e di aggiornamento delle politiche euro-mediterranee, la sua successiva trasformazione in “Unione per il Mediterraneo” e le ripercussioni seguite al suo varo ufficiale nei principali partner europei e nei maggiori paesi del mondo arabo, sia a livello governativo che di opinione pubblica.
Il lavoro mira ad approfondire in modo specifico quattro aspetti. In primo luogo, la genesi della prima proposta francese di “Unione Mediterranea” (UM), un progetto che aveva l’obiettivo originario di ristrutturare i rapporti tra le due Sponde del Mediterraneo all’esterno del canale comunitario. In secondo luogo, il dibattito, scaturito dal progetto francese, sui limiti e le difficoltà del PEM, il cosiddetto “Processo di Barcellona” che dal 1995 costituisce il quadro multilaterale di cooperazione tra l’Unione Europea e i Paesi Terzi Mediterranei (PTM). In terzo luogo, il percorso politico e diplomatico, innescato dal progetto di UM, che ha prodotto una frattura tra i partner europei, ricomposta con il ridimensionamento e la “comunitarizzazione” del primo disegno francese, in seguito soprattutto alle resistenze della Germania e al lavoro di ricucitura delle diplomazie italiane e spagnole. Infine, gli elementi di continuità e di rottura dell’UpM rispetto alle precedenti politiche mediterranee dell’UE, anche alla luce dei risultati maturati nei suoi primi mesi di vita e delle prospettive che si intravedono nell’immediato futuro.
L’ UpM, infatti presenta alcuni elementi in grado di costituire il quadro ideale per dare un nuovo e più deciso impulso all’azione del “sistema Italia” nel Mediterraneo.
In primo luogo, la connotazione prettamente tecnica e progettuale della nuova organizzazione, che individua gli ambiti prioritari di intervento in settori economici e sociali strategici quali l’ambiente, con particolare riferimento alla lotta all’inquinamento nel Mediterraneo; i trasporti; la protezione civile; le energie alternative, con il progetto di “Piano Solare Mediterraneo”; l’alta formazione e la ricerca, nel cui ambito è stata prevista l’istituzione di un’Università Euro-Mediterranea; lo sviluppo economico, sociale ed imprenditoriale dell’area mediterranea.
Questa parte del lavoro si propone pertanto di fornire una mappatura, ancora parziale e provvisoria, sulle principali iniziative in corso tra il “sistema Italia” e i Paesi del Mediterraneo, sulle possibilità di ulteriori sviluppi di interesse bilaterale e sulle aspettative riposte nella nascente Unione per il Mediterraneo.
Sulla base di questi elementi, sono stati pertanto elaborati tre quesiti che sono stati sottoposti alle principali realtà del “sistema Italia” operanti nel bacino mediterraneo. La prima domanda ha riguardato i progetti o gli accordi bilaterali in corso con i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo; la seconda ha inteso rilevare le prospettive e le aspettative future di progetti, accordi e trattative con questi Paesi; la terza ha indagato le attese e i vantaggi che l’ UpM potrebbe recare alle realtà interessate.
Per offrire una panoramica sufficientemente completa, pur senza alcuna pretesa statistica, delle realtà italiane operanti nel Mediterraneo, sono stati individuati come destinatari delle interviste una serie di soggetti, in modo particolare enti, istituzioni ed imprese, alcuni con un forte radicamento territoriale, altri con una più accentuata proiezione internazionale. Nel primo gruppo si annoverano: Regione Campania, Università degli Studi di Palermo, Università degli Studi della Basilicata, Università degli Studi di Bari, Camera di Commercio di Potenza, Confindustria Brindisi, Confindustria Calabria, Confindustria Sicilia, Unione Industriali Napoli, Banca Monte dei Paschi di Siena, SDI Group, Gruppo Editoriale “Il Denaro”. Fanno invece parte del secondo gruppo: Ambasciata d’Italia in Marocco, Ambasciata d’Italia in Tunisia, Israel-Italy Chamber of Commerce and Industry , Camera di Commercio Italiana in Egitto, Camera di Commercio Italiana in Marocco, ICE (Tunisi), FORMEZ - C.A.I.M.E.D, MEDREC, Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero.

