Fondazione Mezzogiorno Europa - Fondazione Italianieuropei | Povertà e nuovi bisogni: una riflessione sul disagio sociale a Napoli e nella sua area metropolitana
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In collaborazione con Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
 
 
 
Venerdi 11 settembre 2009
 
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Via Monte di Dio 14, Palazzo Serra di Cassano NAPOLI 
 

SONO INTERVENUTI
MARGHERITA DINI CIACCI Presidente Comitato UNICEF Campania
GIANNI LA BELLA Amministratore Comunità di Sant’Egidio
ALESSANDRO PANSA Prefetto di Napoli
LUCIANO BRANCACCIO Sociologo
MASSIMO D'ALEMA Presidente Fondazione Italianieuropei
ADOLFO RUSSO Vicario Episcopale per la Cultura 
 
HA MODERATO 
MASSIMO MILONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
 
 
 
 
SI STANNO ESTENDENDO IN MISURA PREOCCUPANTE LE FASCE DI DISAGIO E LE AREE DI BISOGNO ANCHE RISPETTO A BENI CONSIDERATI PRIMARI O DI SUSSISTENZA
 
Esprimo i miei più vivi auguri per il positivo svolgimento dell’iniziativa promossa, sui temi della povertà e del disagio sociale a Napoli, dalle Fondazioni Italianieuropei e Mezzogiorno Europa.
Il recente Rapporto Istat dedicato proprio a tale tema, ha evidenziato come – anche per effetto della crisi economica – si stiano estendendo in misura preoccupante le fasce di disagio e le aree di bisogno anche rispetto a beni considerati primari o di sussistenza. Nel Mezzogiorno, e nelle sue grandi aree urbane in particolare, tali fenomeni risultano essere maggiormente diffusi e acuti, e occorrono quindi, a tutti i livelli, consistenti e incisive scelte politiche di assistenza, sostegno al reddito e inserimento nel mercato del lavoro.
Su alcuni di questi aspetti, tra l’altro, sempre più prezioso appare il contributo che la Chiesa, e le tante forze del volontariato e del privato sociale, stanno offrendo nel tentativo di costruire una società più giusta, coesa, solidale. Nella certezza che tali temi riceveranno nuova luce dalla vostra riflessione, rinnovo i sensi del mio apprezzamento e vi invio un cordiale, amichevole saluto.
Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
 
 
 
IL MEZZOGIORNO NON GALLEGGIA PIU' SUL DISAGIO SOCIALE E LA POVERTA' MA VI STA SPROFONDANDO
 
Il convegno organizzato dalla Fondazione Mezzogiorno Europa ci spinge a una riflessione su un tema sensibile che oggi ci richiama tutti alla concretezza davanti a una realtà profondamente mutata in peggio.
Per la prima volta dopo decenni la retorica della miseria e della consolatoria arte di arrangiarsi dei professionisti della questione meridionale, delle denunce inascoltate per definizione, del folklore dei panni stesi nei vicoli dei quartieri e del corteo dei disoccupati delle 12 non basta più. In una situazione che fino ad ora, bene o male, si era cronicizzata con esperienze e sussulti anche importanti sul sentiero di un lento miglioramento, il Mezzogiorno non galleggia più sul disagio sociale e la povertà ma vi sta sprofondando.
I tre quarti dei poveri italiani, ieri come oggi, vivono nel sud del paese. Ma se il rapporto e’ rimasto stabile il numero assoluto delle famiglie e di anziani che sono scivolati sotto la famosa ‘’soglia’’ di povertà sono drammaticamente aumentati e per l’immediato futuro le previsioni, facili, sono a tinte fosche.
La crisi economica ha amplificato tutti i trend negativi. Si ritira lo Stato che, sotto il ricatto politico della Lega, taglia indiscriminatamente la spesa sociale e gli occupati nella scuola e nella Pubblica amministrazione e attinge come un bancomat ai fondi per la finanza aggiuntiva destinata alle regioni del Mezzogiorno, mentre cantieri e investimenti infrastrutturali sono paralizzati.
Continua la ritirata degli investitori privati, anche quelli che hanno ricevuto ampi sostegni economici, nazionali e europei, per aprire strutture produttive nel Meridione, come la Fiat, l’Alcatel, la Fincantieri, per fare gli esempi oggi all’onore delle cronache napoletane. Soffrono le piccole imprese industriali, artigiane, commerciali, prese nella morsa sempre più soffocante di una criminalità sempre più organizzata.
Dobbiamo riportare il Mezzogiorno in cima all’agenda politica del governo e del Paese, ma con un nuovo meridionalismo ‘’nazionale’’ che si lasci alle spalle il vecchio armamentario concettuale e strumentale sul quale si appunta la responsabilità di aver alimentato una insensata deriva separatista, oltre al fallimento strategico dell’aumento del divario tra nord e sud.   
Dichiarazione di Gianni Pittella Vicepresidente del Parlamento Europeo