Incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella nuova sede di Mezzogiorno Europa
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Napoli 2 Dicembre 2008
 
 
 
All'incontro erano presenti i Soci Fondatori, il Comitato Tecnico Scientifico, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Mezzogiorno Europa
 

SE NON RICONOSCE LE PROPRIE RESPONSABILITA' IL MEZZOGIORNO FUORI GIOCO
 
Lintroduzione di Andrea Geremicca
Una nuova sede per lavorare insieme
La ringraziamo, Signor Presidente, e ci sentiamo onorati dalla Sua presenza  a questo inizio di riflessione sulle iniziative che vorremmo tenere in occasione dei dieci anni di attivit della Fondazione Mezzogiorno Europa, da Lei promossa nel 99.
In questi anni siamo cresciuti cercando di guardare in avanti. Di rinnovarci. Ma come questa nuova sede si trova a pochi passi dalla storica sede di Santa Lucia, dove siamo nati, cos noi ci sforziamo di rimanere coerenti con lo spirito e gli indirizzi che ci hanno animato dagli inizi.
A cominciare dalla nostra missione di fondo: il Mezzogiorno, lEuropa, il Mediterraneo. E dal nostro modo di essere. Aperti allascolto, al confronto, alliniziativa comune con altre espressioni di pensiero e visioni del mondo, con personalit delle cultura, con  Fondazioni, associazioni e centri studi. Autonomi dai partiti e delle loro componenti interne. E interlocutori  delle istituzioni: in un rapporto di rispetto, riconoscimento e stimolo critico senza complessi e reticenze. Evitando tuttavia, anche nei momenti pi inquietanti di crisi della politica e delle rappresentanze, come quello attuale, di confondere lautonomia con  lautoreferenzialit. Sforzandoci, anzi, di contribuire - nei limiti delle nostre forze e delle nostre funzioni - a superare il divorzio tra politica e cultura, e, in qualche caso, purtroppo, tra etica e politica; a ridurre il distacco delle istituzioni dai cittadini; a formare nuove classi dirigenti, di cui si avverte a Napoli una particolare, non pi eludibile necessit. Di qui la nostra cura, la nostra speciale attenzione ai problemi, alle inquietudini, alle speranze e alle potenzialit delle giovani generazioni  attraverso un processo permanente di confronto, impegno e formazione.... leggi tutto

 
Lintervento del Presidente Giorgio Napolitano
Occorre una forte capacit di autocritica nel Mezzogiorno
Ringrazio voi tutti soprattutto per limpegno che avete portato avanti, e che ha permesso la continuit di Mezzogiorno Europa anche quando non ho potuto pi occuparmene.
Quando nel 99, anno fatidico (abbiamo anche noi il nostro 99, a parte quello di cui ha il monopolio lamico Marotta) demmo vita non alla Fondazione ma al Centro di iniziative Mezzogiorno Europa, forse non immaginavamo che sarebbe stato cos difficile lavorare - e che si sarebbe dovuto remare contro corrente - su ambedue i versanti.
Per quel che riguarda il Mezzogiorno mi pare che sia clamorosa la caduta di attenzione, di interesse, di volont politica. Si fa una gran fatica a riproporre il problema del Mezzogiorno, se deve essere riproposto come problema del Mezzogiorno. Naturalmente si pu discutere di tutto, io sono sensibile alla esigenza di riconsiderare i parametri del divario, o - diciamo - i parametri del rapporto MezzogiornoNord, perch talmente cambiato il Nord ed in vario senso cambiato anche il Mezzogiorno, da dovervi dedicare una attenzione nuova. Per si fatta sempre pi fatica, e oggi si fa molta fatica lho voluto dire anche ieri pubblicamente - a riproporre questa tematica, questa realt, lesigenza di analizzarla... leggi tutto 
 
 
                   
 
 
Dalleditoriale di Alfredo Reichlin sul n. 5 della Rivista Mezzogiorno Europa
Il ceto politico meridionale non innocente. Esso prigioniero di un meccanismo che lo spinge a cercare il necessario consenso politico facendosi tramite delle sovvenzioni statali ed europee. Col risultato di non riuscire a creare una economia e servizi pi moderni ma di arricchire i ceti parassitari e mestieri protetti e largamente improduttivi. La povera gente e soprattutto i giovani pagano un prezzo enorme. Vengono privati della stessa speranza in un progresso futuro.
Una svolta per essere tale prima di chiederla agli altri dobbiamo farla dentro noi stessi. Certi errori non sono pi perdonabili. Ci che non si potrebbe pi perdonare ai meridionali che essi non siano in grado di affrontare e risolvere la contraddizione ormai insopportabile che c tra lo schifo di inefficienze, di criminalit e di corruzione con cui convivono e le potenzialit di questo Sud, tra cui anche quelle di essere il molo europeo nel Mediterraneo. E a Napoli che nell800 si pensava lEuropa e lo Stato moderno... leggi tutto
                                                                                                                             
 
          Rassegna Stampa